Previsione, percezione e controllo

Previsione: perché?
Percezione: di cosa?
Controllo: come?
Oggi in qualunque contesto tu ti trovi a lavorare vengono spesso richieste previsioni al fine di monitorare (controllare) procedure, costi e risultati.

Ma quanto sappiamo di previsione, percezione e controllo?

Innanzitutto credo doveroso spiegare che previsione significa, da vocabolario, “Elaborazione relativa a fatti futuri, sulla base di congetture, indizi, dati, modelli”. Ora, la definizione da vocabolario non deve assolutamente frenare le nostre intuizioni, il nostro modo di vedere e il nostro modo di vivere la vita ma, è un buon punto di partenza per le nostre riflessioni.
“Elaborazione relativa a fatti futuri”, cioè immaginare il proprio futuro? SI, certo è così.

Ma allora perché le previsioni vengono spesso riviste e rimodulate soprattutto quando si parla di lavoro?

Forse perché non è ben chiaro quali siano i passi da fare per realizzare quell’immagine. Quindi non è tanto la previsione ad essere errata, e quindi costantemente modificata, ma i passi che ci dovrebbero portare all’obiettivo. Come fare a non sbagliare i passi? Prima di tutto la previsione deve essere allineata con la nostra identità, con le nostre capacità, con quello che davvero noi vogliamo per noi stessi. Inutile fantasticare che la previsione sia di ottenere 1 milione di euro in un mese se le nostre azioni non sono adeguate a questo!
Torniamo quindi sempre al darci obiettivi (previsioni) realmente raggiungibili. Questo non significa sottostimare se stessi ma, essere invece in grado di fare un passo dopo l’altro e arrivare alla previsione. In questo modo tu hai la forza e la volontà di crearti una nuova previsione che sarai in grado nuovamente di raggiungere.
So che potrebbe sembrare un giro di parole ma fermati un attimo a pensare a tutte le volte che hai rivisto le tue previsioni, perché lo hai fatto? Perché era sbagliato il primo dato, o perché non ti sei applicato adeguatamente? Oppure perché non era quello il tuo vero obiettivo?

La sincerità con te stesso è il primo passo per darti delle previsioni realistiche, che sai quindi di poter raggiungere.

Non sono argomenti limitati al lavoro questi ma sono argomenti applicabili alla vita di tutti i giorni. Pensa a quando incontri una persona e pensi di poter costruire assieme una relazione. La immagini a tutti gli effetti e fai di tutto per renderla reale. Quindi PREVEDI il raggiungimento di un obiettivo che è avere una relazione. Fai di tutto per arrivarci perché è qualcosa che ti senti, che senti alla tua misura e che senti ti dia benESSERE.

Ecco, così devono essere tutte le tue previsioni: elaborazioni di fatti futuri che senti ti facciano stare bene!

La vera domanda è: quanto sono realistiche per il tuo Essere le previsioni che fai?
Distinguile tra vita privata e vita lavorativa e traccia una linea che ti permetta di capire quali sono adatte e quali invece sono frutto di meccanismi legati al contesto in cui vivi.
In poche parole: FAI DI TUTTO PER ESSERE TE STESSO in ogni contesto in cui ti trovi!

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