6 maggio 1976

Oggi è il 6 maggio 2019..sono passati 43 anni dal terremoto che devastò il Friuli. Il Friuli è la mia regione, il Friuli è casa anche se vivi altrove, anche se ogni posto è casa! Sono nata 2 anni dopo il terremoto ma rivedere il dolore e la distruzione mi avvicina a chi invece lo ha vissuto sulla sua pelle, davvero.

Il Friuli è stato in grado nell’immediatezza di capire di dover ricostruire lui le sue strade e le sue case..Il friulano ha patito tante sofferenze ma non ha mai mollato per un secondo nemmeno un centimetro di campo..tanto per usare una parafrasi sportiva 😉 Il friulano si rimbocca le maniche, si da da fare, si impegna. Non si aspetta nulla, se non il risultato del suo impegno.

Va di moda oggi dire che “i furlans a fan di be soi” (trad. “i friulani si arrangiano da soli”) ma ci dimentichiamo quando è nata questa frase. Il friulano crede che per ottenere qualcosa deve darsi da fare. Non elemosina aiuto ma con impegno si auto-aiuta. Questo significa solo che non si aspetta nulla, non si crea false aspettative che qualcuno arrivi a “salvarlo sul cavallo bianco”. É consapevole che se fa ottiene, se spera e basta nulla accade. La dimostrazione concreta è come sono stati ricostruiti i paesi devastati. Se non sai del terremoto mai penseresti ci sia stato. Il friulano è questo: umiltà, passione e lavoro!

Oggi va così, orgogliosa di essere friulana, e non solo!

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