Gestione dei conflitti

Gestione dei conflitti: da dove partire?

Questa è una tematica interessante sotto tanti punti di vista.

Cominciamo ad esplorarne qualcuno.

Innanzitutto c’è da capire cosa si intenda per conflitti. Spesso si pensa ai conflitti come a guerre o altre situazioni molto difficili da gestire.

In fin dei conti i conflitti sono momenti in cui l’armonia svanisce. Allora capiamo cosa significa armonia.

Quando qualcosa o qualcuno incrinano questo tuo stato di Essere nascono i conflitti.

Molte volte i conflitti sono solo nella nostra testa, perché in fin dei conti siamo noi che decidiamo di accettare che il nostro equilibrio, la nostra armonia si incrini.

Pertanto, i conflitti sono situazioni che disturbano la nostra quotidianità, i nostri schemi, la nostra pianificazione. Spesso i conflitti nascono quando decidi di dare importanza a qualcosa che ti viene detto. Un commento sul tuo lavoro, una frase sul tuo comportamento, una frecciatina sul tuo modo di vivere.

Tuttavia, sei tu che stai dando importanza a quella frase e, quindi, la domanda delle domande è: perché? Perché hai deciso di dare così tanta importanza a una frase o alla persona che l’ha pronunciata?

Com’è possibile che questa persona, o questa frase, abbia così tanto potere su di te?

Come puoi notare da solo, sono diverse le sfaccettature dei conflitti.

Viaggiamo dunque per punti:

  1. conflitti generati da parole che ti offendono
  2. conflitti generati da comportamenti che ti disturbano
  3. conflitti generati da atteggiamenti che urtano la tua sensibilità

Forse, le domande da porsi sono: <sono sicuro e in armonia con me stesso? Come può un singolo evento essere così dirompente nella mia armonia, nel mio equilibrio? Perché permetto che il mio equilibrio venga infranto? Perché lascio che un evento mi cambi l’umore e incida sul mio benessere?>

Esiste un modo per gestire i conflitti?

Poi volte mi è stato chiesto se esiste un modo per gestire tutto questo.

Lo strumento per gestire i conflitti esiste: è l’ascolto. Ascolto attivo, cioè vero ascolto dello stato d’animo di chi vive le situazioni. Tutte le situazioni, tutti gli eventi, sono neutri. Siamo Noi, con il nostro vissuto e con le nostre convinzioni a definirle positive o negative.

A volte pare proprio impossibile rispondere con calma a una parola o a una domanda “innocua” che ci viene posta. Ma perché? Perché è così difficile ascoltare e lasciare neutre le domande o le parole che ci sentiamo dire?

Ricordati sempre che tu rispondi e reagisci in base al tuo vissuto e molte volte, anzi sempre, TU riconosci nel tuo interlocutore situazioni di Te Stesso che non accetti. Quindi il lavoro per gestire i conflitti si attiva dalla conoscenza di te stesso.

Al giorno d’oggi tutto è di corsa e si è quasi persa la capacità di osservarsi e accettarsi. Accettati quando senti uno sfrigolio di fastidio. Accettati e passa oltre, lascia andare questa emozione. In questo modo fai un passo avanti verso Te Stesso. Mantieni il tuo equilibrio.

E quando invece ti pare impossibile guardare oltre o in profondità, respira profondamente e solo poi rispondi. Ti renderai conto che la risposta è diversa, che il tuo tono è diverso, che il tuo stato è diverso: sei nella calma e sei fuori dallo stress.

Ecco un caso pratico che si propone di illustrare i concetti sopra esposti per la gestione dei conflitti efficace.

Immagina di lavorare in un ambiente d’ufficio e avere un collega che spesso critica pubblicamente il tuo modo di gestire i progetti, e lo fa durante le riunioni di gruppo. Le osservazioni del collega non sono necessariamente offensive, ma creano tensione e disturbano l’armonia del gruppo. Disturbano te.

Il conflitto nasce dalle critiche del tuo collega e tu ti rendi conto che stanno influenzando il tuo stato emotivo. Anziché reagire immediatamente, decidi di esaminare perché queste critiche abbiano così tanto impatto su di te. Le parole usate dal tuo collega mettono in discussione il tuo modo di lavorare e, soprattutto, sono state dette davanti a tutto il team. Questo ti offende moltissimo, ti fa vivere una frustrazione e un forte senso di fastidio.

Ma, decidi di ascoltare attivamente e pertanto chiedi al collega quali siano le sue preoccupazioni e il suo punto di vista in modo più specifico. Successivamente, rifletti sul perché ti diano così fastidio le sue parole e comprendi che hai delle insicurezze sul tuo modo di lavorare (autostima bassa). La tua reazione è quindi alimentata da considerazioni che tu hai di te stesso.

Questa la rappresentazione recitata:

collega: <ti rendi conto che il tuo modo di gestire questo progetto sta facendo rallentare tutto il gruppo?>

tu: <si, ti capisco ma mi puoi spiegare meglio il tuo punto di vista? Cioè in che senso rallento il lavoro di tutti? Fammi capire meglio così posso modificare la mia pianificazione e restare al passo>

collega: <ok, dovresti….>

In questa rappresentazione il collega capisce come esserti utile perché TU hai ascoltato attivamente e hai cercato nuove idee e stimoli per capire meglio cosa intendeva con la sua critica iniziale. Ecco, così il conflitto è spento sul nascere.

In un mondo in cui i ritmi frenetici e le tensioni sono all’ordine del giorno, la gestione consapevole dei conflitti diventa una chiave per il benessere personale e relazionale. La tua partecipazione è fondamentale: rifletti sulle tue esperienze, condividi le tue prospettive. La forza risiede nell’ascolto attivo, nell’accettazione di sé e nella capacità di trasformare le critiche in opportunità di crescita. Immagina un ambiente in cui le parole diventano ponti anziché barriere, e ogni conflitto diventa un’occasione per costruire connessioni più profonde.

Esplora questa pagina per approfondire e per scoprire altri strumenti per la gestione dei conflitti e soprattutto per usare una buona comunicazione.

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