Arroganza e umiltà

Oggi ho imparato due lezioni che c’entrano con l’arroganza e l’umiltà.
a) smetti di rispondere NO quando ti viene detta una cosa solo perché tu pensi di sapere la risposta giusta!! Questa è arroganza, non umiltà.  Non possiamo sapere tutto e molto spesso ciò che sappiamo è poco.

b) quando chiami qualcuno per risolverti un problema smetti di partire dicendo ciò che vuoi ottenere e parti invece dicendo cosa hai fatto. Solo così, chi può risolversi il problema, è in grado di aiutarti!!

Due lezioni fondamentali queste che insegnano i principi dell’umiltà e l’abbandono dell’arroganza.

Spesso si immagina che l’arroganza sia il giusto modo di comportarsi per ottenere successo, perché è questo ciò che si vede nei film, nei programmi televisivi o ancora nelle biografie di persone note e influenti. Molto spesso queste persone influenti raccontano di essere state molto arroganti e grazie a quei comportamenti hanno ottenuto tutto il loro patrimonio e tutto il loro mondo di ricchezze.

Poi cosa succede? Succede che hanno una malattia terminale, che non è per niente impaurita dalla loro arroganza e non è per niente umile. Una malattia che decide di cambiargli completamente la vita.

Allora qualcuno, e solo qualcuno arriva a comprendere che tutta quella arroganza lo aveva fatto arrivare ai vertici di ogni possibile ricchezza ma al contempo lo aveva reso solo, senza nessuno. Solo i soldi erano con lui, ma quelli alle malattie non interessano.

In punto di fine, ha compreso che ciò che era realmente importante: era la gentilezza. Si è reso conto che con comportamenti di gentilezza avrebbe ottenuto ben più soddisfazioni e ricchezze.

Succede così che lasciano, a noi, interessanti insegnamenti. Tuttavia noi molto spesso ci limitiamo a guardare i primi anni di vita e i primi successi di queste persone, e alla fine perpetuiamo quei comportamenti errati che hanno prodotto solo tristezza e amarezza.

È semplicistico dire che con la gentilezza si ottiene tutto? Forse si, ma è semplicistico allo stesso modo dire che si ottiene tutto con l’arroganza. Come sempre la via di mezzo è quella giusta. Non occorre essere arroganti per aver successo. Occorre avere ben chiaro il proprio obiettivo, occorre chiarezza di intenti, occorre coerenza tra pensiero, parole e azione. 

Dalla prima lezione ho imparato che rispondere NO a una domanda, solo perché presumi di sapere la risposta, è ARROGANZA. Pertanto ho deciso che la mia risposta d’ora in poi, a qualunque domanda di cui magari penso di sapere la risposta è … IL SILENZIO. Lascio parlare e solo dopo, se è veramente qualcosa che conosco e mi viene chiesto un consiglio allora PARLO. Abolisci questo NO e la tua vita sarà improvvisamente diversa.

E poi c’è la seconda lezione. Quando chiedi aiuto che senso ha partire dicendo cosa vuoi ottenere? Il tuo interlocutore ignora ciò che tu hai già fatto per arrivare al punto del problema. E tu parti dicendo che hai fatto B e vuoi arrivare a C… ma se il tuo interlocutore non sa cos’è A mi spieghi come può davvero aiutarti? Dovrà immaginare, interpretare e così darà l’avvio a una conversazione fatta di supposizioni e di idee che molto spesso poco centrano con ciò che tu hai fatto, che nulla centrano con il tuo A.

Quindi, qui la lezione è molto interessante: perché quando chiedi aiuto devi in assoluto, e senza alcun dubbio, esprimere (al tuo interlocutore) ciò che hai fatto per cercare di arrivare al tuo obiettivo. Solo così il tuo interlocutore saprà che tipo di A hai realizzato e ti condurrà al tuo C in men che non si dica.

Si tratta di unire i puntini. I puntini sono le azioni che hai compiuto. Ma se le azioni non sono nella giusta sequenza i tuoi puntini non si potranno unire in modo fluido e tu ti sentirai incompreso e ti arrabbierai perché non hai ottenuto ciò che desideri.

Mentre se le tue azioni vengono “viste” da un interlocutore a cui tu chiedi aiuto, allora vedrai che i tuoi puntini potranno essere smussati oppure modificati, oppure semplicemente, guardandoli da una prospettiva diversa, si allineeranno al tuo risultato finale portandoti all’obiettivo.

Ecco perché parlo di umiltà. Saper chiedere aiuto, saper ascoltare, sapersi mettere da parte non fa di te una persona meno capace ma, al contrario, fa di te un individuo pronto al confronto e abile nel capire che se non ce la fai da solo hai sempre la possibilità di trovare qualcuno che ti possa aiutare.

 

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