Obiettivo, frustrazione e azione

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La parte più difficile è sempre l’inizio. Ma neanche tanto l’inizio, perché l’inizio è quando ti dici che hai l’idea giusta, il progetto giusto e hai stilato anche i primi passi ma soprattutto vedi bene la tua destinazione (obiettivo). La parte difficile è proseguire step by step, quando dopo giorni e giorni ti sembra di non vedere cambiamenti.

In realtà i cambiamenti ci sono, magari sembrano piccoli ma ci sono. E sono quei piccoli cambiamenti che fanno la differenza. Quindi, soffermati su quanto hai raggiunto e non su dove vuoi arrivare. Almeno per oggi.

Gli obiettivi ti elettrizzano inizialmente ma, se poi ti ostini a vedere solo che stai facendo poca strada, o neppure ti sembra di farla, allora subentra la frustrazione. “Si, sto lavorando ma non vedo ritorno economico” “si sto lavorando ma mi sembra di non aver fatto nulla” “si, sto parlando con il mio/la mia partner ma mi sembra che nulla sia cambiato”. Usa la tua consapevolezza.

La frustrazione ci fa vedere solo quello che ancora non abbiamo fatto, facendoci dimenticare le azioni che invece abbiamo realizzato.

Come superare la frustrazione? Partiamo ascoltando le sensazioni che stiamo vivendo. Ti senti amareggiato? Ti senti sconfortato? Ti senti a disagio? Come ti senti?

Ecco, ora che l’hai definita con una parola, e lo sappiamo che le parole hanno un grande peso, accettala.

Come si fa ad accettare? Semplice. Devi dirti “accetto il disagio che sto vivendo e lo accolgo in me”. “Accetto l’amarezza che sto vivendo e la accolgo in me”. “Accetto lo sconforto e la frustrazione che sento e la accolgo in me”. Senza giudizio. Non ci serve giudicare noi stessi ma accettare quello che stiamo vivendo.

Non esiste giusto o sbagliato. Esiste solo come noi decidiamo di porci di fronte agli eventi della nostra vita. Alcune volte ci porremo in modo sconsolato ma, altre volte in modo divertente 😉 Ecco che la nostra consapevolezza ci aiuta in questo.

La consapevolezza ci porta ad accettare, ad accogliere e ad andare oltre. Non significa “non assumersi le responsabilità” ma significa “accettare quello che stiamo vivendo cogliendo ogni sfaccettatura e senza alcun giudizio”.

La frustrazione, in psicologia, viene interpretata come la mancata gratificazione di un desiderio, per sintetizzare. Ma se decidiamo di vederla come una sensazione che stiamo vivendo nel qui e ora tutto cambia.

Quindi il mio consiglio ritorna ad essere di vedere i progressi fatti. Perché ci sono, a meno che tu non abbia fatto nulla nella direzione del tuo obiettivo. Sempre di azione si parla. Se agisci qualcosa cambia ma, se tu sei il primo a tirarti indietro o a scegliere di fare altro allora essere frustrati è sbagliato perché la mancata azione è stata una tua libera scelta.

Obiettivo, frustrazione e consapevolezza vanno in giro assieme. Sta solo a noi accettare l’emozione che stiamo vivendo e andare oltre con le nostre azioni, arrivare sempre più vicini al nostro traguardo e raggiungere l’obiettivo!

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2 thoughts on “Obiettivo, frustrazione e azione”

  1. Sono d’ accordo! Accogliere quello che sentiamo sempre,dobbiamo essere contenti di quello che sentiamo ( anche se a volte non ci piace) perché c’è qualcosa ( ,qualcosa di importante)che ci dice che NON VA BENE COSÌ… Quindi CAMBIA STRADA perché stai andando non verso qualcosa che va bene per te. Oppure arriva quella sensazione di frustrazione perché semplicemente non c’è movimento ,non vogliamo cambiare,siamo fermi ( certo ,il nostro cervello ci vuole fare risparmiare l’ energia … così siamo programmati). Ma nella mancanza di AZIONE non c’è niente di buono. Come nella natura ad esempio ,dove c’è il fermo c’è il batterio,sporcizia ,morte… Pensa alle acque stagnanti… puzzano .
    Ed è buono che c’è quella frustrazione alla quale bisogna ringraziare purché su di essa si costruisce il CAMBIAMENTO.
    Oppure c’è quella sensazione di contentezza e gioia dopo aver fatto qualcosa di importante che necessitava molto sforzo e quindi …VAIIIIII!

  2. l’accettazione è alla base di un buon raggiungimento di obiettivi perché ci pone davanti al fatto di AVER FATTO, magari possiamo migliorare ma intanto un passo è stato fatto nella direzione del nostro obiettivo!

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