Ti è mai capitato di ricevere una mail con in cc infinite persone?

A me si, è successo in passato, e l’ho anche fatto. Per lungo tempo ho faticato a capire il motivo per niente chiaro del perché così tante persone coinvolte, se in realtà nulla centravano con il testo delle mail.

Poi ho capito: l’apparente necessità di condividere con altri è invece il bisogno più recondito di ogni persona (…) o quasi.. il bisogno di sentirsi dire che stanno facendo la cosa giusta. Un loro bisogno. Una loro necessità. Scaturita forse da un propria mancanza di sicurezza (…)  Nella vita privata come nel lavoro. Anche se parlando di mail è più spesso lavoro.

Esiste un modo per aiutare queste persone? Esiste una ricetta? Forse iniziando a rassicurarli scrivendo o, meglio ancora, parlando direttamente con loro e chiedendogli prima di tutto “qual è lo scopo di aver coinvolto tutto il team”. La risposta è quella che fa scaturire una riflessione nel nostro mittente.

Ma cosa succede più spesso? Succede che ci si fa prendere dalla rabbia leggendo il contenuto della email. Questo perché in genere, quando noti che c’è un insieme quasi infinito di destinatari, pensi subito che sia perché qualcosa va poco bene. Questa è l’esperienza che ho raccolto in tanti anni da tante persone diverse, siano esse manager siano collaboratori. Ma anche la rabbia, come sentimento, accende in noi una mancanza e soprattutto ci porta a rispondere erroneamente alla richiesta di aiuto che arriva dal mittente della email.
Qual è allora il modo giusto per rispondere?
Parlare di persona con il mittente, chiedendo cosa lo/la abbia spinto a scrivere la sua email e perché abbia pensato utile coinvolgere tutto il team. Spesso accade che noi destinatari fraintendiamo le parole scritte ed è proprio per questo che vale la pena fare una chiacchierata di persona, o almeno al telefono se non ci si può incontrare dal vivo. Molte di queste email celano malcontento, insicurezza, sfiducia in se stessi e in ciò che può fare tutto il team coinvolto al completo.

Gira e rigira sempre li si va a parare: la tua autostima.

Hai la forza che ti serve per affrontare il problema? Usala, scegliendo parole e toni adeguati, mettiti in ascolto, cerca di mettere in luce la parte migliore di te. Forse non sempre ti darà “ragione” ma almeno avrai fatto un passo in avanti nella tua consapevolezza così da poter gestire al meglio situazioni analoghe che potrebbero esserci in futuro.

Il coaching serve anche a questo, serve a darti gli strumenti migliori per vivere al meglio la tua vita, sia privata sia lavorativa. In genere questi strumenti sono parte di te e magari in alcune occasioni li usi, ma senza saperlo. Quindi il coaching ti aiuta a fare chiarezza di ciò che possiedi e di ciò che ti serve per migliorarti. Ogni giorno, ogni istante abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di nuovo. Come life coach ricevo queste richieste, come life coach faccio del mio meglio per allenarti al tuo benESSERE (…)

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destesaraisabella

Neuro Coach - Life Coach - Talent Coach con la passione per le persone e per la Natura

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