Coach: chi, cosa, perché

Quando mi chiedi che lavoro faccio, io rispondo che sono un coach.

Vedo una nube di perplessità nei tuoi occhi e, quando aggiungo formatore e professional assessor la tua espressione è di completa curiosità.

Perché è ancora così poco conosciuta questa professione? Inizia il viaggio alla scoperta del chi, cosa, perché. Tra spiagge dorate e colline verdi troverai ogni risposta a queste annose domande.

CHI è il coach

Il coach è l’allenatore, come ci insegna lo sport.

Esiste un’unica differenza tra il coach sportivo e il coach business: l’ambito in cui si esercita.

a) Il coach sportivo ti insegna a superare ogni tuo limite fisico, usando anche tecniche di allenamento mentale allo sforzo e alla resistenza e resilienza.

b) Il business coach ti allena mentalmente fornendoti gli strumenti necessari per poter imparare ad agire e reagire alle situazioni lavorative e private.

Tuttavia, affinché il coaching abbia successo è necessario:

  1. impegno
  2. voglia
  3. volontà di superare il tuo stato attuale

La chiave del successo del coaching, ed è anche la parte più complessa, è contestualizzare lo stato in cui ti trovi e agire per superarlo. L’azione è la seconda variabile del successo del coaching; tu devi rimboccarti le maniche e seguire un percorso unico per te. Il percorso ti offrirà l’opportunità di vedere quello che stai vivendo con una prospettiva diversa, la prospettiva di chi ti vede dall’esterno.

Non esistono programmi standard perché ognuno di noi è diverso, e soprattutto ha fatto esperienze uniche che lo hanno plasmato e forgiato.

COSA fa il coach

È proprio dalle diversità che si parte con i percorsi di miglioramento delle tue performance. Si parte da chi sei e ti senti e si arriva, passo-passo a dove ti vedi nel futuro. Stabilendo una data per questo “futuro”.

Le domande che ti devi porre prima di iniziare il tuo percorso sono:

  1. ho voglia di mettermi in gioco e agire per raggiungere il mio “futuro”?
  2. cosa posso fare veramente?

Spesso ci si concentra su cose che sono al di fuori di noi e che vorremmo cambiare, dimenticandoci che quello su cui possiamo agire è solo ciò di cui abbiamo la totale padronanza e responsabilità.

Esempio: ti consigliano di cambiare lavoro perché ti vedono sempre affaticato, triste e arrabbiato ma tu rispondi sempre che ci sono giorni più difficili e altri in cui invece è tutto perfetto. E così passano i giorni, le settimane e persino gli anni, fino a quando il tuo pensiero va all’esterno. Il tuo ragionamento diventa che se l’azienda si comportasse diversamente allora sarebbe tutto sempre perfetto, se i tuoi colleghi stessero dalla tua parte tutto sarebbe perfetto. Tutte situazioni in cui non sei totalmente padrone.

Questi sono esempi di come vogliamo cambiare gli altri, o ciò che ci sta attorno, e ci dimentichiamo che solo noi possiamo cambiare una situazione se ci sta stretta, partendo da NOI STESSI. Il dubbio che ti devi porre è che magari per gli altri la situazione va bene così.

Ricorda che il potere delle tue scelte è tutto nelle tue mani anche se spesso ti fai convincere dalle convinzioni altrui che sia diverso.

PERCHÈ

Esploriamo il perché da due punti di osservazione differenti:

  1. il tuo punto di vista: perché devo pagare un coach
  2. il punto di vista del coach: qual è il perché intimo del coach

Perché devi pagare un coach è semplice. Perché se decidi che è il professionista per agevolare il tuo cambiamento e trasformazione allora il professionista sta lavorando per te.

Il perché il coach faccia il coach è più complesso e varia da individuo ad individuo. Qui puoi scoprire di più sul mio perché ed anche sul mio come e poi scegliere di metterti in contatto con me per saperne di più.

Qual è il tuo punto di vista?

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