Competitivo o cooperativo?

Nell’assessment che ho appena concluso una delle domande era “sei competitivo o cooperativo?” C’è una sottile differenza tra le due parole.

cooperativo competitivo coaching

Ora sono pronta per scoprire di più!

L’ho fatto perché se non migliori le tue performance prima di tutto, sarà difficile poter allenare qualcun altro. Il coach fa questo, allena le tue performance, e più il coach ha esperienza migliore sarà l’allenamento che ti creerà per il completamento del tuo percorso.

Dunque, eccoci al punto: nell’assessment che ho appena concluso una delle domande era “sei competitivo o cooperativo?” C’è una sottile differenza tra le due parole.

Iniziamo dalle definizioni delle tue parole:

a) il genere competitivo è quello che si sente sempre di dover dimostrare di essere il migliore (rispetto a chi, a cosa??) e quindi agisce per prevalere sugli altri, sulle situazioni ecc.

b) il genere cooperativo invece è colui che cerca sempre di creare engagement, sinergia nelle situazioni in cui si trova. Sia nel lavoro (quindi gruppi di persone/colleghi) sia nella vita personale.

Sembrano completamente distanti l’una dall’altra e con obiettivi differenti ma in fondo l’obiettivo è comune ed è: raggiungere il miglior risultato in ciò che stai facendo.

È diversa la modalità con cui arrivi all’obiettivo.

  1. Il competitivo vede in ogni situazione la strada più veloce e più conveniente a prescindere da chi c’è attorno, consapevole (oppure no) di poter ferire qualcuno strada facendo
  2. Il cooperativo mette le persone al centro nel vero senso della parola, cerca di curare le competenze delle persone e di aiutare ogni singolo individuo ad essere parte di un insieme più grande che porta al raggiungimento del risultato con uno sforzo comune ed equilibrato

Nella vita lavorativa spesso ci si trova ad avere a che fare con persone competitive convinte che il loro modo di operare sia l’unico possibile (e quindi tale deve essere accettato dal team o dai colleghi) perché forse, mia supposizione personale, forse non hanno una grande fiducia in loro stessi che gli permetta di dire “ok fai tu” perché il pensiero che l’altro possa creare una falla nel loro mondo perfetto è più forte di pensare di valorizzare le persone con cui collabora.

Tuttavia, questo tipo di persone non si trova solo nelle aziende, si trova anche nelle libere professioni dove i singoli professionisti (qualunque sia il settore) ritengono che collaborare con altre persone che fanno il loro stesso mestiere li possa mettere in disagio fino ad arrivare a perdere i loro clienti.

Il cooperativo mettendo al centro gli altri è un leader di fatto, non perché voglia essere considerato così, ma perché chi lo circonda lo definisce così.

Sono solo due parole e siamo sempre noi che gli diamo l’accezione positiva o negativa, a seconda della nostra personale esperienza.

C’è stato un tempo in cui era la competizione che mi faceva agire, ma oggi credo molto nella cooperazione. Quello che è cambiato è stato aumentare, migliorare la mia performance di autostima. L’ho allenata giorno per giorno. Ho acquisito fiducia. Sono sicura di me pertanto perché dovrei avere timore a collaborare con chi fa un mestiere simile al mio? Soprattutto quando si parla di benessere di persone, non esiste che tu sei perfetto per tutto ma esiste che le persone ti scelgono perché per lui/lei tu sei perfetto.

Come ho migliorato le mie performance? Incamminandomi nel percorso della mia crescita di competenze; a volte questo percorso era fatto di salite ripide e burroni orribili ai lati ma, lavorando sui miei talenti, sulle mie aree strategiche, sulla pianificazione, sulle predisposizioni naturali ce l’ho fatta. Non sono arrivata alla fine del mio cammino perché ogni giorni c’è occasione per imparare, apprendere e fare esperienza. Quindi continuare a migliorarsi.

Qual è il tuo punto di vista?

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