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Capita spesso di leggere notizie, soprattutto nell’ambito sportivo, di squadre con componenti eccezionali che però non portano a risultato. Cosa succede? Perché il risultato non si centra?

Entriamo a gamba tesa nel mondo del team e di come ogni singolo componente sia parte integrante della squadra. Ogni componente ha un suo ruolo e un suo compito volto a portare all’obiettivo. L’obiettivo è chiaro, nello sport si tratta di vincere una o più competizioni ma nella vita di tutti i giorni lo sappiamo qual è l’obiettivo?

 

Ecco che in molte aziende si creano problemi e fratture legate ad incomprensioni su “chi deve fare cosa”. Lo stesso può accadere nelle famiglie, che sono un team anche loro dove ogni componente (marito, moglie, figli ecc..) sono parte integrante di un processo chiamato vita.

Gli obiettivi sono diversi, nel lavoro e nella famiglia, ma la modalità con cui si perseguono è la medesima. O almeno dovrebbe esserlo.

Allora perché ci sono problemi? Perché non si riesce a vivere e lavorare in armonia?

Bene, in questo articolo ti parlo di come fare per capire veramente i componenti del tuo team e di come oliare al meglio la ruota dei tuoi obiettivi. Questo vale sia che tu stia pensando alla famiglia sia per il lavoro, a prescindere dal tuo ruolo.

Ogni componente ha diverse capacità e diverse modalità di usare le sue preferenze naturali o predisposizioni.

Ma come fai a sapere chi è bravo in una materia/ruolo rispetto ad un altro componente del tuo team?

Ebbene, oggi ci sono a disposizione degli strumenti (assessment) che ti permettono di avere un chiaro disegno di chi siamo. Questa analisi non deve portare ad etichettare una persona ma deve portare a sapere in cosa tu sei più predisposto, e quindi naturalmente preparato, per permetterti di lavorare in sinergia con il team.

Lavorare in un team non significa sapere che tu hai un ruolo e poi un altro componente procede sullo step successivo. O meglio, c’è anche questo ma nel momento in cui il tuo ruolo è in contrasto con le tue predisposizioni tu non sarai gratificato e il team non raggiungerà l’obiettivo comune. Ecco quindi come ci viene in aiuto conoscerci meglio, conoscere e sapere cosa possiamo davvero dare al nostro team.

ingranaggioMolti coach oggi impegnati nel team coaching (quindi creazione di team di lavoro performanti) si concentrano su quello che ogni singolo deve fare all’interno della squadra, senza tener conto delle predisposizioni naturali. Questo in primissima battuta porta sicuramente a dei risultati perché tu ti senti coinvolto in ciò che fai, ti senti apprezzato e sai di essere un ingranaggio di un sistema più grande (ufficio, azienda, famiglia) ma nel tempo l’entusiasmo iniziale scema, e questo porta nuovamente il team in crisi e in risultati non arrivano.

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Ecco perché un buon team deve necessariamente partire dal capire chi sono i singoli componenti, inteso come quali capacità naturali ha ogni singolo e quali capacità possono essere imparate, senza dover fare uno sforzo contrario alla propria natura.

Ti faccio un esempio, prendi me come caso: io con la matematica faccio una fatica esagerata, i numeri sono belli ma non sono certamente la mia predisposizione naturale. Se mi chiedi di fare un lavoro di analisi lo farò ma con estrema fatica e dispendio di energie. Se invece mi chiedi di redigere un articolo o di scrivere una relazione allora lo farò con piacere, mi divertirò pure perché è una mia predisposizione naturale. La fatica non la sentirò e sarò proattiva nel raggiungere l’obiettivo.

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Se anche tu ti rendi conto che ci sono attività o mansioni che fai con fatica domandati cosa fai invece con piacere e con divertimento, inizi così a capire verso cosa sei più predisposto. Se vuoi approfondire sono a tua disposizione.

la tua lifecoach saraisabella

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