Interesse per le neuroscienze

Il vasto mondo delle neuroscienze ha attirato il mio interesse nel 2017, quando ho deciso di frequentare il primo corso di neuro marketing.

In quel corso ho potuto imparare e scoprire come il cervello sia colpito dalla realtà che lo circonda, come sia possibile plasmarlo a piacimento e come possa essere manipolato.

C’è differenza tra manipolazione e persuasione?

Chi persuade lo fa perché desidera un sincero beneficio comune.

Chi manipola lo fa perché aspira al suo tornaconto personale..

La linea di confine è molto sottile perché chi stabilisce che ci sia un beneficio comune? Tu o anche l’altra/le altre persone?

Come sempre vale la regola d’oro “fai agli altri ciò che vorresti venisse fatto a te”. Nel peggiore dei casi tu non ti vorrai mai fare del male quindi, seguendo questo assioma, la persuasione diventa un’azione positiva.

La disciplina delle neuroscienze rappresenta un ambito variegato e multidisciplinare che include la biologia, le scienze psicologiche, la neurologia, l’anatomia, la fisiologia, etc. quindi è una scienza multidisciplinare in continuo fermento e in continua fase di ricerca.

Siamo nel V secolo a.c. e la mente umana comincia a rivelare i suoi segreti. Alcmeone di Crotone, che possiamo definirlo un pioniere delle neuroscienze, fu il primo ad intravedere l’importanza del cervello nel processo di pensiero e sensazione, dopo aver scoperto i nervi ottici durante le sue dissezioni.

Alcmeone, filosofo, medico e naturalista greco vissuto nel sec. VI a.c. era figlio di Piritoo e probabilmente discepolo di Pitagora, sarebbe stato il padre dell’anatomia umana. A lui si attribuiscono anche la scoperta dei nervi ottici e della tromba di Eustachio, anche se è solo nel XVI secolo venne “scoperta” da Bartolomeo Eustachi – anatomista.

Questo viaggio nella storia delle neuroscienze per dire che questa disciplina è correlate con tutte le altre scienze del nostro corpo. Scienze che sono oggetto di studio da millenni.

Oggi cosa c’è di nuovo? Oggi gli sviluppi sono rendere tangibili queste scoperte, trasformare le conoscenze in dati utili per migliorare la qualità di vita, scoprire e concretizzare le motivazioni che ci fanno ascoltare in un modo o vedere in un altro.

Ed ecco perché il mese scorso ho concluso un ulteriore percorso di studio e formazione in questo ambito. Le neuroscienze oggi sono realtà una tangibile. Questo è possibile attraverso degli strumenti ad hoc che misurano chi siamo, come apprendiamo, che caratteristiche neurofisiologiche abbiamo e soprattutto come queste caratteristiche, che ci rendono unici, possano essere migliorate e permetterci di vivere una vita appagante.

Anche solo conoscere se il tuo interlocutore ha l’emisfero dominante sinistro o destro ti permette di avere una qualità di comunicazione migliore. Non sempre siamo circondati o troviamo persone che sono simili a noi e con cui è più semplice confrontarci, perché le varietà di persone nel mondo – secondo le ricerche neuro-scientifiche condotte sino ad oggi – sono segmentate in 16 profili. Alcuni sono più diffusi, altri meno.

Tuttavia, anche se appartieni allo stesso profilo di un’altra persona questo significa solo che hai le stesse dominanze sensoriali e non che pensi-agisci-sei flessibile come gli altri del tuo gruppo.

Ho scelto di approfondire le neuroscienze applicandole al coaching per fornire ai miei clienti aziende e professionisti, una metodologia da applicare, allenare e misurare.

I corsi formativi che erogo sono costruiti per evidenziare le caratteristiche neurofisiologiche e i talenti delle singole persone e dei gruppi. Lo faccio unendo alle sessioni formative e di coaching un assessment che ti permette di comprendere quanto sei neuro-agile e agire di conseguenza per accrescere le tue performance.

Seguire questi nuovi percorsi misurati e misurabili ti cambia la vita professionale e personale.

Un parziale esempio di un mio cliente che ha migliorato in 3 mesi uno dei suoi indicatori crescendo di 40 punti: 20 percentili a 60 percentili. La qualità del suo lavoro è notevolmente migliorata.

Qual è il tuo punto di vista?

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