Ci sono giorni in cui ti viene solo da piangere…

Cosa fare? Il pianto è liberatorio, ma la fase successiva è ancora più importante: accettare e lasciar andare.

In questi ultimi giorni sento tanto parlare di cambiamento, come se il cambiamento fosse l’unico strumento da considerare. Ma davvero cambiare ci è così utile? La nostra mente, specialmente il nostro cervello rettile, ci porta a mantenere lo status quo, anche quando questo ci fa stare male. Lo fa perché vuole evitare sforzi ritenuti inutili per la nostra sopravvivenza.

Anch’io spesso ho parlato di cambiamento ma forse la giusta leva da usare, e applicare nella nostra vita, è vivere il presente, unico attimo di vita vera. Cambiare atteggiamento, cambiare modo di essere, cambiare… tutto deve essere rivolto a essere la miglior versione di noi stessi. Partendo dal vivere il qui e ora. Il cambiamento siamo noi, dalle piccole cose come una cartaccia buttata a terra che decidi di raccogliere perché nel tuo qui è ora vuoi cambiare l’impatto ecologico del mondo.

Quindi cambiamento si ma legato a stretto giro alla consapevolezza del presente. Solo così saremo davvero capaci di compiere azioni diverse e forse di avere il tanto decantato cambiamento.

Non si cambia seguendo qualcuno che ti dice di cambiare, come non si cambia perché qualcuno ti convince di seguire una certa strada o ti fa credere che con un corso/percorso tu possa essere diverso. Poi, diverso rispetto a cosa? Ci perdiamo spesso nel confronto ma senza farlo davvero con qualcosa di reale, concreto.

Ecco dunque che anche un momento di tristezza diventa qualcosa che ci arricchisce accettandolo e andando oltre. Eh, beh..un pianto liberatorio può aiutare come pure un urlo 😂

la tua neuro&life coach saraisabella

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destesaraisabella

Neuro Coach - Life Coach - Talent Coach con la passione per le persone e per la Natura

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