Ascolto attivo

Dal 2019 parlo di ascolto attivo, perché?

Perché l’ascolto attivo è una delle soft skills (competenze trasversali) più importanti che tu possa allenare. Seconda solo alla capacità di gestire e prevenire lo stress.

Tuttavia, l’ascolto attivo non è solo ascoltare. Ho scritto diversi articoli che illustrano come e quando usare l’ascolto attivo e, soprattutto, perché scegliere di usare questa competenza. Anche quando si fa difficile.

In questo nuovo articolo il mio intento è di darti gli strumenti per imparare a riconoscere questa competenza, allenarla e attivarla in ogni contesto funzionale per una crescita tua e del tuo gruppo di lavoro.

Partiamo dalle regole base e quindi da cos’è l’ascolto attivo e poi, attraverso un viaggio dove saremo accompagnati da alcune parole specifiche, passeremo all’azione. Capiamo assieme come.

COS’È l’ascolto attivo

  1. È la caratteristica tipica di chi propone soluzione alternative
  2. È la caratteristica di chi fa evolvere gli altri grazie all’immaginazione e la creatività
  3. È la caratteristica da attivare quando si fa brainstorming

PERCHÈ usare l’ascolto attivo

  1. Perché ti fa aprire la mente
  2. Perché ti amplia la visione di insieme; non più solo dettagli ma anche il panorama
  3. Perché ti stimola a stimolare i tuoi collaboratori
  4. Perché fa nascere nuovi modelli comportamentali e di lavoro
  5. Perché NO?

Il nostro viaggio termina con un caso che puoi contestualizzare nella tua giornata lavorativa.

Arriva da te il tuo collaboratore e ti dice di aver commesso uno sbaglio che sta pregiudicando il raggiungimento dell’obiettivo fissato e concordato per oggi.

La tua “nuova” reazione (ora che conosci alcuni aspetti dell’ascolto attivo) può essere: “ok, capisco. Quindi siamo in ritardo sulla nostra pianificazione. Questo è un problema in effetti, come hai riscontrato anche tu. Facciamo il punto per capire assieme come gestire questa situazione imprevista. Come avresti potuto gestire diversamente il tuo lavoro? C’è qualcosa che potevi fare in altro modo?”

In questo modo, oltre a stimolare te stesso a nuove possibili azioni, incoraggi il tuo collaboratore e lo inviti a mettersi in gioco. Lo inviti a sentirsi parte della situazione e lo alleni a vedere alternative ad una situazione imprevista. Così facendo, il tuo collaboratore apprende nuove modalità e in caso di nuovo imprevisto avrà già in se delle possibili azioni da compiere. Quando arriverà da te raccontando e condividendo il problema avrà già delle ipotetiche alternative da discutere per la gestione rapida del problema.

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Foto di Rheo da Pixabay

A questo punto, cosa ne pensi dell’ascolto attivo?

Come immagini di iniziare ad allenare questa competenza?

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Qual è il tuo punto di vista?

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