Exit interview

Exit interview è il colloquio di uscita. Una pratica sperimentata in Italia dalle aziende? Nutro qualche dubbio al riguardo.

Ma muoviamoci per passi:

  • cos’è il colloquio di uscita
  • chi lo conduce
  • a cosa serve
exit interview ascolto attivo comunicazione efficace
Foto di Tumisu da Pixabay

Il colloquio di uscita, o exit interview, è l’incontro tra il dipendente che sta lasciando l’azienda e il responsabile delle risorse umane. Durante questo colloquio, vengono affrontate domande e si valutano le relative esperienze del dipendente nell’azienda, oltre a rintracciare i motivi della sua partenza.

La sua utilità è presto detta: permette all’azienda di comprendere le azioni che hanno portato il dipendente a scegliere di cambiare e agire, eventualmente, sulle aree evidenziate. Ma serve anche al dipendente per comprendere come le sue esigenze e le sue esperienze lo hanno formato.

Ciò che si vuole portare alla luce sono le motivazioni che hanno spinto il dipendente a cambiare/lasciare. L’anno 2023 è stato caratterizzato da temi come dimissioni di massa legate alla ricerca da parte delle persone di un maggior benessere mentale, psicofisico e allineamento di valori personali/aziendali.

È cruciale comprendere per l’azienda come potrebbe agire diversamente per compensare le mancanze che le sue persone stanno vivendo.

Come potrebbe creare ambienti più virtuosi e collaborativi, come potrebbe agire sulla formazione delle competenze trasversali per dare la possibilità alle sue persone di migliorare le relazioni interne/esterne e favorire lo spirito di squadra.

Agire non semplicemente proponendo un aumento di stipendio alla sua risorsa ma creando un contesto lavorativo efficace ed efficiente (anche perché se la risorsa ti ha chiesto l’aumento mesi prima e tu hai risposto NO, ora la tua proposta appare come un’offesa. Ti invito a rifletterci).

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Foto di dudu19 da Pixabay

Di conseguenza, l’exit interview (colloquio di uscita) è l’occasione per volgere, e proiettare, lo sguardo al futuro. Sia per l’azienda sia per il dipendente.

Ed è proprio per questo che invito ogni azienda a farlo. Per comprendere cosa sia successo, come sia possibile che quella persona tanto di valore e aziendalista abbia deciso di lasciarti, per imparare a conoscere davvero le proprie persone e per agire funzionalmente all’obiettivo aziendale.

Entrambi ne traggono vantaggio quando fatto coscientemente. Entrambi possono apprendere nuovi modelli comportamentali e competenze da sviluppare in futuro.

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Foto di b0red da Pixabay

L’azienda proattiva non è solo quella che ascolta i propri dipendenti ma è, soprattutto, quella che agisce per cambiare, per trasformare e per creare un ambiente di lavoro adatto a tutti. Ogni exit interview rappresenta un tassello nel mosaico del progresso aziendale, è l’opportunità di apprendere da chi ha deciso di percorrere un’altra strada lavorativa e sfruttare le sue motivazioni per plasmare un ambiente più costruttivo.

Qual è il tuo punto di vista?

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